Illustrata da un Giuseppe, nato in
Caltabellotta, che tenne le cariche di giudice pretoriano in Palermo
negli anni 1673-74, 1679-80, fu giudice del Concistoro nell’anno 1680,
avvocato fiscale del tribunale del real Patrimonio nel 1683, avvocato
fiscale della gran corte nel 1685, presidente della gran corte nell’anno
1691, ecc.
Arma: d’azzurro, al mare fluttuoso
d’argento, sormontato da una cometa d’oro, ondeggiante in palo.
Godette nobiltà in Messina. Un
Vittorino, con privilegio dato a 30 dicembre 1638, ottenne la
concessione del titolo di barone del Campo; un Placido, dottore in
leggi, del fu Federico è ascritto alla mastra nobile di Messina del
1798-1807.
Arma: d’azzurro, al pino del suo
colore, nodrito sopra un terreno di verde, con due leoni d’oro
contra-rampanti affrontati al tronco, il pino circondato nel capo da
sette stelle d’argento.
Si vuole originaria di Spagna; godette
nobiltà in Messina. Un Giovanni, notato nella mastra nobile del Mollica
(lista VIII, anno 1594), fu contatore dell’arsenale di Messina nel 1594 .
Arma: di rosso, a cinque granate d’oro,
ordinate in decusse.
Un Benedetto, da Sutera, a 4 marzo 1758,
ottenne di poter commutare il titolo di barone dei diritti censuali del
Regio Demanio di Messina in barone delli Raffi; un Paolino acquistò il feudo
Solfara, del quale ottenne investitura a 30 settembre 1768; un Benedetto,
figlio di lui, a 24 dicembre 1781 ottenne investitura di salme 46.5 terre
del feudo Mustilicato e a 25 gennaio 1784 del feudo Solfara. A 5 dicembre
1792 troviamo investito di Solfara, Paolo Scozzari, fratello di Benedetto.
Si vuole originaria dalla Spagna, passata
in Genova e poi in Sicilia, dove godette nobiltà in Messina nel secolo XVI.
Un Ambrogio, genovese, possedette la baronia di Montagna Reale nel 1649.
Arma: d’oro, a quattro delfini di nero
contrapposti e ordinati in decusse.
Un Francesco, da Vittoria, con
privilegio del 29 aprile 1772, ottenne la concessione del titolo di
barone di San Gaetano, fu giudice della gran corte civile nell’anno
1810, ministro di Catania nel 1812, ecc. Con decreto ministeriale del 4
dicembre 1902 il titolo di barone di San Gaetano venne riconosciuto in
persona del signor Francesco Scrofani, di Emanuele, di Francesco.
Arma: partito: di rosso alla scrofa
d’argento, allattante due porcellini; e d’azzurro al sole d’oro,
orizzontale a sinistra.
Si vuole che sia originaria di
Castiglia e che abbia assunto il cognome Escuderio (poi Scudero o
Scuderi) perchè un Antonio salvò col suo scudo la vita a re Giovanni II
di Castiglia. Senza entrare nel merito di tale origine, diciamo che pare
accertato che questa famiglia sia passata in Sicilia nel secolo XVI;
diramandosi in Acireale, Monte S. Giuliano, ecc. Un Nicolò fu giudice
pretoriano di Palermo nel 1575-76; un Diego fu reggente del regno di
Sicilia in Madrid nel 1593; un Carlo fu proconservatore in Acireale nel
1695; un Giuseppe tenne la stessa carica in detta città negli anni 1767,
1774, 1786 e quella di acatapano nobile nel 1775-76; un Martino Maria
fu proconservatore in Acireale nel 1788, con privilegio dato a 8 agosto
1798, ottenne concessione del titolo di barone di Villanova e fu giurato
in detta città negli anni 1806-7, 1812-13; un Giuseppe Scuderi e Fighera
fu acatapano nobile in Acireale nel 1791-92; un Alessandro Scuderi e
Fighera tenne la stessa carica in detta città nel 1797-98; un Alessandro
Scuderi e Grasso fu patrizio in Acireale nel 1798-99. Con decreto
ministeriale del 9 febbraro 1879 il titolo di barone di Villanova venne
riconosciuto in persona di Giuseppe Scuderi di Martino e con altro
decreto ministeriale del 4 marzo 1900 in persona di Rosa Scudero, f
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iglia
di detto Giuseppe e moglie e Francesco Tortorici.
Arma: d’azzurro, a due bande d’argento,
abbassate, con uno scudetto d’oro nel punto d’onore, accompagnate da tre
stelle di otto raggi dello stesso, due in capo, una sotto lo scudetto e
la stella di sinistra.
Dello stesso stipite della precedente. Un
Rocco fu proconservatore di Monte San Giuliano nel 1656, comprò il feudo di
Celso o Solicchio della baronia di Baida, e, con privilegio dato a 8
novembre 1668, ottenne il titolo di barone di Celso di Baida; un Giuseppe
Antonio acquistò il feudo di Fontana Coperta nella fine del secolo XVII; un
Nicolò fu capitano di giustizia di Monte San Giuliano nel 1774-75; un
Giuseppe Scuderi e Luppino fu giurato di Monte San Giuliano nell’anno
1787-88 e tesoriere in detta città nel 1798-99.
Arma: di rosso, al braccio armato
d’argento, tenente uno scudo dello stesso.
Godette nobiltà in Trapani e in Salemi. Un
Gugliemo, da Trapani, possedette il tenimento di terre chiamato Gibilivasili,
che perdette per essersi ribellato ai Martini; un Pietro fu senatore in
Trapani nel 1431-32; un Bartolomeo fu giurato in Salemi negli anni 1462-63,
1468-69; un Polidoro, regio cavaliere, fu senatore in Trapani nell’anno
1502-3; un Giliberto tenne la carica di giurato in Salemi negli anni
1530-31, 1544-45 e tale carica tennero un Pietro Antonio nel 1547-48; un
Filippo nel 1592-93; un altro Pietro Antonio nel 1631-32; un Gabriele fu
proconservatore in Salemi nel 1680 e tale ufficio venne occupato, in detta
città, da un Gaetano nel 1685, da un Isidoro nel 1704; un Gaetano fu giurato
nobile di Salemi nel 1798-99; un Pietro fu capitano di giustizia in detta
città nell’anno 1801-2.
Si vuole che sia originaria di Francia.
Godette nobiltà in Caltagirone e in Messina. Un Francesco fu giurato
di Caltagirone nel 1467-68; un Antonio tenne la stessa carica in detta
città negli anni 1524-25, 1528-29, 1532-33, 1537-38; un Francesco la
tenne nell’anno 1549-50; un Enrico fu giurato in detta città nell’anno
1585-86 e capitano di giustizia nel 1587-88; un fra Bonaventura
dell’ordine francescano fu confrate dell’ospedale di Messina nell’anno
1605, arcivescovo di detta città, vescovo di Catania e patriarca di
Costantinopoli; un Ottavio, cavaliere di San Giacomo, fu senatore di
Messina nell’anno 1647-48, con privilegio dato a 6 luglio esecutoriato
a 29 novembre 1649 ottenne la concessione del titolo di principe di
Santa Flavia e fu secreto di Messina nell’anno 1651.
Arma: d’azzurro, a due fasce d’oro,
accompagnate nel capo e nella punta da due stelle e nel cuore da un S
maiuscolo; il tutto dello stesso.
Pare che sia originaria di Spagna e che
abbia goduto nobiltà in Messina. Un Annibale, con privilegio dato a 1
ottobre 1605 esecutoriato a 10 gennaio 1606, fu nominato consultore del
vicerè di Sicilia.
Arma: partito: nel 1° di verde, con
un’aquila spiegata d’oro; nel 2° troncato: a) di rosso, con un
castello d’argento torricellato di tre pezzi; quello di mezzo sormontato
da un guerriero tenente una lancia alta in palo; b) di verde con
tre teste di moro attorcigliate di rosso, e la bordura composta d’oro e
di rosso di dodici pezzi.