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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da Radosta a Ram
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Radosta.
Nobile famiglia che possedette il feudo Musebbi nel secolo XVII. Un Andrea,
da Modica, con privilegio dell’otto maggio 1630, ottenne il titolo di Don.
Arma:
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Raffa
o
Raffo.
Il Galluppi vuole che questa famiglia abbia goduto nobità in Messina nel
secolo XV.
Arma: d’azzurro, allo scaglione cucito di rosso, accompagnato da quattro
gigli d’oro, tre ordinati nel capo ed uno in punta.
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Raffiotta.
Un Carlo Raffiotta e Boccadifuoco, che portava il titolo di
barone delli Gruppazzi, fu proconservatore in Piazza nell’anno 1694; un
Ferdinando acquistò da Angela Maria Crescimanno il feudo Bessima del
quale ottenne investitura a 3 maggio 1704.
Arma: ?
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Raffo
vedi Raffa.
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Ragnina.
Si vuole che sia originaria dalla Dalmazia, godette nobiltà in Messina
nel secolo XV e XVI. Un Giovan Domenico è ascritto alla mastra nobile
del Mollica.
Arma: troncato nel primo d’argento a tre ragni tessenti al naturale; nel
secondo d’oro a tre bande di rosso.
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Ragotzi
o
Ragozzi.
Un Giorgio, con privilegio del 3 luglio esecutoriato a 18 agosto 1723,
ottenne la concessione del titolo di conte di Valle di Giunchi; un
Giuseppe, con privilegio del 27 agosto 1727 esecutoriato a 7 aprile
1728, ottenne il titolo di marchese di Romanuccio.
Arma: ?
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Ragusa.
Godette nobiltà in Palermo, Caltagirone, Mazzara, ecc. Un Guglielmo
possedette il feudo Gomerino in Malta, di cui ottenne conferma a 17
giugno 1320; un Antonio, da Caltagirone, con privilegio del 4 novembre
1578, ottenne concessione del titolo di regio cavaliere; un Giovan
Antonio fu giurato in Mazzara nel 1582-83; un Gaetano fu giudice
pretoriano in Palermo nell’anno 1728-29, del tribunale del Concistoro
nel 1732, della Gran Corte nel 1741-42; un Cirillo fu proconservatore in
Caltabellotta nel 1729
e tale carica tenne, nel 1734, in Mazzara un Giovanni;
un Giovanni Ragusa e Spatafora fu prefetto in Mazzara nel 1745-46; un
Biagio fu giudice pretoriano in Palermo nel 1751-52 e del tribunale del
Concistoro nel 1773-74-75; un dottor Giuseppe è proposto a 10 settembre
1764 tra i nobili da far parte della mastra di Milazzo; un Giovanni
Ragusa e Roblebillo nel 1765-66 è tra i nobili da squittinarsi in
Mazzara; un Pellegrino, da Sciacca, a 3 settembre 1791 ottenne il titolo
di barone di S. Simone; un barone Cirillo fu senatore in Sciacca nel
1812-13.
Arma: d’azzurro, al monte di tre cime d’oro, quello di mezzo cimato da
un castello dello stesso torricellato di tre pezzi; con una bandiera
d’argento svolazzante a sinistra ed un sole nascente d’oro (ramo di
Mazzara); d’azzurro, all’aquila spiegata d’argento, nascente dalla
fiamma di rosso (ramo di Palermo).
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Raia
o
Raja (vedi).
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Raiadelli
o
Rajadelli (vedi).
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Raimondo
o
Ramondo.
Si
vuole originaria di Savona. Godette nobiltà in Messina
349e
nei secoli XVII e
XVIII.
Un
Bernardo Raimondi e Denti fu senatore in Messina nell’anno 1678-79; un
Cesare a 12 novembre 1812 venne eletto giudice della Gran Corte Civile del
Regno.
Arma:
scaccato di rosso e d’argento, al leone di nero coronato d’oro,
attraversante sul tutto.
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Raineri
o
Raneri.
Si
vuole originaria di Brindisi, godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al
XVII e in Santa Lucia del Mela. Un maestro Giovanni de Raynerio, medico
messinese, con privilegio del 4 aprile 1292, ottenne il feudo Custi o
Carcaci e, con privilegio del 13 febbraio 1299, il feudo di Placabaiana; un
Rainerio fu senatore in Messina negli anni 1418-19-20, 1439-40; un Pietro
tenne la stessa carica in detta città negli anni 1458-59, 1461-62, 1466-67;
un messer Giovan Pietro fu annotato nella mastra nobile del Mollica; un
Antonino fu giudice delle appellazioni in Santa Lucia del Mela nell’anno
1740-41; un Paolo fu giurato in detta città nell’anno 1800-801; un Rainerio
a 8 luglio 1803 ottenne investitura del titolo di barone di Pancaldo, nel
1806-7 fu giurato in Santa Lucia del Mela e nell’anno 1812-13 tenne, in
detta città, la carica di capitano di giustizia.
Arma:
d’oro, al leone di nero e il capo d’azzurro, caricato da tre stelle d’oro
(ramo di Messina); d’azzurro, al sole d’oro, figurato di rosso, tramontante
nel mare al naturale, movente dalla punta (ramo di Santa Lucia del Mela).
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Raisi.
Il Mugnos, copiato dal Palizzolo, dice che questa famiglia sia
originaria di Saragozza, sia stata portata in Sicilia sotto i Martini e
abbia posseduto le castellanie di Bruca e di Noto.
Non abbiamo trovato documenti che confermino le notizie date dal Mugnos.
Arma: d’azzurro, con un pesce raja d’argento, posto in fascia.
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Raitano
o
Reitano (vedi).
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Raja
o
Raya.
Alcuni autori la vogliono originaria di Genova, altri di Napoli. Godette
nobiltà in Messina nel secolo XVII e in Palermo. Un Giovanni fu senatore in
quest’ultima città nel 1445-46 e forse egli stesso fu quel Giovanni che,
come marito di Tuzia Lo Presti, ottenne a 14 novembre 1467 investitura della
gabella dei mulini (Centimoli) del territorio di Castrogiovanni; un Leto
sposò Fiordiligi Collotorto, che gli recò in dote il feudo Gasba; un
Bernardo possedette, nel secolo XVII, il feudo Vigna del Re. Arma:
d’azzurro, al raggio solare d’oro posto in palo.
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Rajadelli, Rayadelli
o
Rajatellis.
Si
vuole che sia originaria di Spagna e che sia stata portata in Sicilia, sotto
i Martini, da un Ludovico, milite, camerlengo, che possedette i feudi
Bonvicino o Silvestro, Pantano di Lentini, Caltavuturo, i diritti e proventi
del castello e della terra di Terranova, ecc.
Arma:
d’azzurro, all’aquila spiegata d’oro, mirante i raggi di un sole dello
stesso orizzontale a destra.
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Rajola
o
Raiiola.
Illustrata da un Antonio, che fu giudice, pretoriano in Palermo nel
1679-80 e del tribunale della Gran Corte nel 1687.
Arma: ?
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Ram, Rams
o
Ramo.
Pare che sia originaria dalla Spagna. Un Domenico, vescovo di Lerida, fu
vicerè in Sicilia nel 1418; un Benedetto fu senatore in Palermo nel
1539-40 e governatore del Monte di Pietà nel 1548-49; un Giovan Vincenzo
tenne in Palermo la carica di senatore nell’anno 1549-50 e tale carica
tennero, in detta città, un Raffaele nell’anno 1567-68 e un Silvio nel
1583-84, 1589-90.
Arma: d’oro, al ramo d’albero di verde posto in palo.
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