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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Quadro a Quiros (de)
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Quadro.
Un Conte fu regio camerario e castellano del castello della Mola e di
Taormina nel 1423; un Gomes (Gometro) possedette i feudi di Frascino e
Briemi, dei quali ottenne conferma con privilegi del 31 ottobre 1426 e
del 31 luglio 1453 e tenne la carica di patrizio in Catania nel 1440-41.
Arma: ?
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Quaranta.
Si vuole d’origine normanna. Un Filippo ottenne dall’imperatore
d’Austria, con diploma del 22 marzo 1725, il titolo di barone di
Buonfalcone; un Giuseppe, barone di Buonfalcone a 22 maggio 1818 ottenne
parere favorevole per l’ammissione ai reali baciamano.
Arma: d’oro, alla fascia di rosso, caricata da quattro X di nero,
accompagnata da tre stelle d’argento, due in capo ed una in punta; al
monte di tre cime di verde, movente dalla punta, sormontato da una
vipera al naturale ondeggiante in fascia.
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Quartararo.
Di
questa famiglia, che godette nobiltà in Sciacca, notiamo un Onofrio
razionale del tribunale del Real Patrimonio nel 1667; un Carlo-Antonio,
dottore in leggi, giudice delle appellazioni in Sciacca nel 1798; un Carlo
(lo stesso del precedente?) che a 17 luglio 1799 ottenne investitura della
baronia della Tonnara del Tono di Sciacca; un Nicolò-Antonio, dottore in
leggi, giudice capitaniale in detta città nell’anno 1812-13.
Arma:
?
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Queralt.
Pare
che sia venuta in Sicilia con i Martini. Sono degni di nota un Garao signore
di Caccamo, castellano del castellammare e del Real Palazzo e capitano di
Palermo nel 1391; un Giovanni, milite, priore di Sicilia nell’ordine di San
Giovanni di Gerusalemme nell’anno 1396; un Pietro, milite, conte di
Cammarata nel 1393, regio consigliere e camerlengo e rettore di Palermo
nell’anno 1403; un Gerardo arcivescovo di Monreale sotto i Martini, ecc.
Arma:
scaccheggiato d’argento e di rosso di cinque file, col capo d’oro caricato
da un leone di nero passante, colla branca destra erta combattente.
Alias:
di rosso al leopardo illeonito d’oro.
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Quingles.
Questa famiglia godette nobiltà in Palermo, trovando un Francesco con la
carica di senatore in detta città nel 1664.
Arma:
?
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Quinones.
Si vuole originaria di Spagna. Un Alfiere Garsia fu castellano del
castello della Colombara di Trapani nel 1646.
Arma: ?
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Quintana Duegnas.
Originaria di Spagna, godette nobiltà in Messina nel sec. XVII. Un
Antonio consultore del vicerè di Sicilia nel 1602, per la moglie Diana
Patti e Mauroli, fu barone di Grassetta e Foresta di San Giorgio, con
privilegio dato a 3 febbraio esecutoriato a 20 maggio 1611, ottenne la
concessione dell’ufficio di maestro notaro e segretario del tribunale
del Real Patrimonio con titolo di barone, fu reggente del supremo
consiglio d’Italia e, con privilegio dato a 11 gennaro esecutoriato a 10
aprile 1619, ottenne il titolo di marchese della Foresta; un
Rodigro-Antonio fu consultore del vicerè di Sicilia nel 1678.
Arma: inquartato: nel 1° e 4° d’argento, alla croce gigliata vuotata e
ripiena di nero; nel 2° e 3° di rosso al giglio d’oro.
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Quiros (de).
Di
questa famiglia, che si vuole d’origine spagnuola, notiamo un Stefano
castellano di Castroreale nel 1443; un Giacomo capitano di giustizia in
Salemi nel 1559-60; un Antonio senatore in Palermo nel 1637-38-39; un
capitano Marco castellano di Capopassero nel 1689.
Arma:
d’argento a due chiavi d’azzurro, passate in decusse, accompagnate da
quattro gigli dello stesso, posti due in capo e due in punta, accostate da
quattro rose di rosso poste in palo e la bordatura di rosso caricata da otto
decussi scorciati d’oro.
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