|
Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Muscarà a Muzio
|
|
|
Muscarà.
Un Andrea fu giudice della Gran Corte del Regno negli anni 1654-55-56 e
57, 1663; governatore della Tavola di Palermo nel 1711 e del Monte di
Pietà della stessa città nel 1713; un Pietro fu senatore di Palermo nel
1688-89 e consigliere della nobile compagnia dei Bianchi di detta città
negli anni 1686-86 e 1690-91.
Non sappiamo se sia
appartenuto a questa stessa famiglia quel Giuseppe, dottore in leggi,
che fu giudice capitaniale di Marsala nel 1812-13.
indice |
 |
Muscianisi
o
Muxianisi.
Si vuole originaria di Castroreale; godette nobil-tà in Messina e
Milazzo e possedette la baronia di Centineo. Un messer Paolo è annotato
nella mastra nobile del Mollica (lista IV, anno 1590); un Paolo
Muscianisi Del Pozzo, barone di Centineo, fu senatore di Messina nel
1715-16; un Francesco, un Giovanni, un Lorenzo ed un Pasquale a 10
settembre 1764 li troviamo tra i nobili proposti per far parte della
mastra nobile di Milazzo e in detta città, tra gli altri, troviamo un
Andrea, con la carica di capitano di giustizia negli anni 1760-61; un
Giovanni, con la stessa carica nell’anno 1771-72, ecc.
Arma: d’azzurro, allo sparviero volante del suo colore afferrante un
sorcio dello stesso, con il sole d’oro, orizzontale a destra.
indice |
 |
Musciarelli.
Il Galluppi dice che questa famiglia sia stata nobile in Messina sin dal
1675 e che sia stata reintegrata alla nobiltà messinese a 10 novembre
1830 nella persona di un Francesco Musciarelli, fu Alberto.
Arma: d’azzurro, all’aquila sorante d’oro, verso il sole dello stesso,
figurato di rosso, posto al primo cantone.
indice |
|
|
Musicato
o
Muzicato
(vedi).
indice |
|
|
Musmeci.
Nobile famiglia di Acireale. Un Saverio, con privilegio del 14 ottobre
1752, ottenne infeudazione del territorio di Torre e, con privilegio del
29 luglio 1753, ottenne il titolo di barone di Torre; egli stesso fu
patrizio di Acireale nel 1756-57; un barone Saverio fu giurato di
Acireale nel 1794-95; un Giuseppe Musmeci e Leonardi tenne la carica di
capitano di giustizia di detta città nel 1801-2; un Arcangelo Musmeci e
Mudò ed un Giuseppe Musmeci e Finocchiaro vi tennero quella di acatapano
nobile nel 1803 e 1804. Nell’elenco ufficiale delle famiglie nobili e
titolate della regione siciliana è annoverato con il titolo di signore
della Torre il signor Nicolò Musmeci, di Saverio, di Nicolò.
Arma: ?
indice |
 |
Musso
o
Mussone.
Il
Galluppi la vuole originaria di Spagna e dice che godette nobiltà in Messina
nel secolo XIII. Il Ferrarotto parla di un Baldassare Mussonio, strategoto
in Messina nell’anno 1284. Un Filippo lo Musso da Alcamo, con privilegio
del 29 gennaio 1396, fu nominato castellano del castello minore di Corleone.
Questa famiglia possedette nella seconda metà del secolo XVII il feudo
Camitrice.
Arma: d’azzurro,
all’agnello di S. Giovanbattista d’argento.
indice |
 |
Mustaccio
o
Mustazzo.
Si
vuole originaria di Francia passata in Sicilia sotto i Normanni, godette
nobiltà in Messina e Palermo. Il Muscia nota tra i feudatari sotto re
Federico un Federico, milite, da Messina per i feudi Rabhalbiato e
Tumbarelli; un Giacomo fu pretore di Palermo nel 1347-48.
Arma:
d’argento, al gatto rampante di nero.
indice |
 |
Mustiola.
Originaria di Piacenza, portata in Sicilia e precisamente in Augusta da un
Oberto, che ottenne per sé, con privilegio del 14 giugno 1312, concessione
dei diritti e proventi del sollazzo reale detto Targia.
Arma:
di verde, alla donnola corrente d’argento.
indice |
 |
Musto
o
Mosto
(vedi).
indice |
 |
Muta.
Si vuole originaria di Orvieto; godette nobiltà in Palermo e Messina. Un
Manfredi fu giurato di Palermo nel 1413; un altro Manfredi tenne la
stessa carica negli anni 1477-78, 1493-94, 1496-97; un Mario fu giudice
pretoriano della stessa città negli anni 1607-8, 1614-15 e 1623-24,
giudice del tribunale della Gran Corte Criminale del Regno negli anni
1615-16-17, e autore dei “Commentaria in Capitula Regni Siciliae” ecc.
Arma: d’azzurro, all’aquila d’oro, uscente da un mare fluttuoso
d’argento e di nero in atto di mutar le penne e guardante un sole d’oro
orizzontale a sinistra.
indice |
| |
Muxianisi
o
Muscianisi
(vedi).
indice |
|
|
Muxica.
Un Pietro Muxica e
Butron fu deputato del regno nel 1648, maestro di campo generale e capitan
generale dell’artiglieria del regno di Sicilia nel 1656, nel quale anno
tenne anche il governo della nobile compagnia della Carità di Palermo.
indice |
|
|
Muzicato
o
Musicato.
Possedette i feudi Mompilieri e Sisto. Un Giovanni con privilegio del 21
maggio 1457, ottenne infeudazione del territorio di Vallone Salso; un
Bartolomeo fu capitano di giustizia in Calascibetta nell’anno 1556 e in
detta città troviamo, con la carica di proconservatore, un Pietro nel
1576 e un Giovan Giacomo nell’anno 1589.
indice |
 |
Muzio.
Portata da Milano in Sicilia da un Tommaso, che acquistò i feudi di
Grottarossa, ecc. dei quali ottenne investitura a 11 dicembre 1589, fu
maestro portulano del regno e maestro notaro del senato; un Giovan
Battista acquistò i feudi di Ioanello e Coscacino; un Francesco fu
giudice pretoriano di Palermo nel 1641-42; un Casimiro, barone di
Grottarossa, fu spedaliere dell’ospedale di S. Bartolomeo e senatore di
Palermo nel 1690-91; un Antonino, barone di Coscacina, tenne la stessa
carica nel 1711-12; un Casimiro fu giudice delle appellazioni in Palermo
nel 1751-52, della corte pretoriana nell’anno 1753-54, del tribunale del
Concistoro nel 1761-62; un Innocenzo, qualificato, non sappiamo con qual
diritto, barone delli Manganelli, fu senatore di Palermo negli anni
1753-54-55, 1763, 1772-73 e governatore della Tavola, nel 1755-56,
1757-58.
Arma: d’oro, alla coppa di nero, fiammeggiante di rosso, col braccio
destro armato d’argento, la mano di carnagione tra le fiamme, impugnante
un pugnale di nero alto in palo.
indice |
0