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Giardina.
Nobile famiglia che si vuole originaria di Palermo. Godette nobiltà
anche in Messina dal secolo XVI al XVIII; possedette i principati di S.
Caterina, di Ficarazzi, il marchesato di S. Ninfa, i feudi di Risichillè
e Cugno di Moraci e due terzi del feudo di Gibellina, ecc. Un Simone lo
troviamo annotato nella mastra nobile del Mollica; un Diego fu senatore
di Palermo negli anni 1604-5; un Ludovico, con privilegio dato in Madrid
a 4 luglio esecutoriato a 10 settembre 1621, ottenne il titolo di
marchese di Santa Ninfa; un Gaspare, con privilegio dato a 11 ottobre
1638, ottenne il titolo di barone di Mufè?; un Francesco fu senatore di
Palermo negli anni 1681-82; un Luigi-Gerardo-Giardina-de
Guevara-Lucchese ed Alagona, con privilegio dato a 12 settembre
esecutoriato a 9 novembre 1733, ottenne il titolo di principe; un Diego,
principe di S. Caterina, fu capitano giustiziere di Palermo nell’anno
1747-48; Giulio Giardina e Grimaldi, (figlio del precedente) principe di
S. Caterina ecc., fu governatore della nobile Compagnia della Pace in
Palermo e il figlio suo Diego Giardina e Naselli, a 15 luglio 1812,
otteneva investitura dei principati di S. Caterina e di Ficarazzi, del
marchesato di Santa Ninfa, dei feudi di Gibellina, Risichillè e Cugno di
Moraci.
Arma: d’argento, all’albero sradicato di verde.
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Gioeni.
Antica e nobile famiglia, che vanta discendere dagli Angioini,
dominatori della Sicilia. Godette nobiltà in Messina dal secolo XV al
XVIII, in Palermo ed altrove. Possedette i principati di S. Antonino,
Castiglione, Petrulla o Solanto; le ducee di Angiò, Castellana o
Ravanusa, S. Biagio; il marchesato di Giuliana; la contea di Chiusa; le
baronie di Aidone, Bavuso, Biribbaida, Belice, Burgio, Calatamauro,
Casalcarbone, Contessa, Miraglia, Montallegro, Oliveri, Novara,
Pietratagliata, San Dimitri, Valcorrente, ecc. Un Perrono, protonotaro
del Regno di Sicilia, fu il primo possessore di Calvaruso, Bavuso,
Castiglione, Rocca e Valdina, Miraglia, ecc.; un Bartolom
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eo fu gran
cancelliere del regno sotto i Martini; un altro Bartolomeo, da Messina,
con privilegio dato a 11 maggio 1486 esecutoriato a 15 febbraro 1486,
ottenne di poter aggiungere alla propria arme gentilizia le armi della
real casa d’Aragona; un Consalvo, barone di Aidone, conservò Terranova
ed Augusta al regio dominio al tempo delle incursioni turchesche; un
Lorenzo, con privilegio del 23 novembre 1528, ottenne il titolo di regio
cavaliere; un Ettore, con privilegio dato in Madrid a 10 aprile
esecutoriato in Messina a 1 novembre 1571, ottenne la concessione del
detto titolo di regio cavaliere e lo stesso titolo ottenne, con
privilegio del 14 decembre 1587, un Giovanni Gioeni, barone di S.
Dimitri, da Catania; un Tommaso Gioeni e Cardona, marchese di Giuliana,
fu governatore della nobile compagnia dei Bianchi di Palermo nel 1589-90
e 1598-99, pretore di Palermo nel 1594-95 e 1598-99 e, con privilegio
dato a 20 aprile esecutoriato a 20 giugno 1602, ottenne il titolo di
principe di Castiglione; un Ambrogio vestì l’abito di Malta e fu gran
priore di Pisa, 1594; un Giacomo fu ascritto alla mastra nobile del
Mollica, lista XIII, anno 1599; un Lorenzo fu stratigò di Messina nel
1616; un Giovanni fu cavaliere di S. Giacomo della Spada, pretore di
Palermo negli anni 1615-16, 1634-35, capitano giustiziere della stessa
città nell’anno 1624-25 e, con privilegio dato a 12 agosto esecutoriato
a 9 decembre 1633, ottenne il titolo di duca di Angiò; un Francesco
Gioeni e Platamone fu giudice della Gran Corte Criminale, 1643; un
Vincenzo, barone di San Dimitri, fu capitano di giustizia di Catania nel
1667-68; un Francesco fu giurato di detta città nel 1695-96; un
Giovanni, barone di S. Dimitri, è notato nella mastra nobile di Catania
del 16 gennaio 1696 tra i feudatari e regi cavalieri ed un Diego ed un
Francesco sono notati nella detta mastra tra i regi cavalieri; un
Girolano Gioeni e Ventimiglia, duca di Angiò, fu governatore della
nobile compagnia dei Bianchi di Palermo nel 1697, deputato del Regno,
vicario generale in Girgenti, capitano giustiziere di Palermo negli anni
1704-5, 1712-13, pretore della stessa città nel 1710-11, gentiluomo di
camera di Vittorio Amedeo II di Savoia, re di Sicilia; un Tommaso fu
giudice pretoriano di Palermo negli anni 1716-17, 1723-24; un Giacomo
tenne la stessa carica nel 1731-32 e fu giudice del tribunale del
Concistoro, 1743; un Giuseppe-Mario fu tesoriere di Catania dal 1743 al
1747 ed egli stesso a 2 settembre 1746 ottenne, per sé e suoi, il titolo
di illustre; un Lorenzo fu vescovo di Girgenti; un Ottavio fu
maresciallo di campo e castellano del castellammare in Palermo, morì nel
1750; un Giovanni, duca d’Angiò, con privilegio dato a 1 decembre 1774
esecutoriato a 24 gennaio 1775, fu nominato maestro razionale di cappa
corta del tribunale del Real Patrimonio, fu intendente generale delle
truppe, governatore del Monte di Pietà di Palermo, deputato del Regno,
1778, 1790, gentiluomo di camera, ecc.; un Girolamo fu giudice della
Gran Corte Criminale 1786; un Agesilao, principe di Petrulla, fu
senatore di Palermo negli anni 1792-93, 1796, governatore della nobile
compagnia dei Bianchi, 1792, gentiluomo di camera, ecc. Con decreto
ministeriale del 2 maggio 1900 il signor Salvatore Gioeni, di Giuseppe,
nato in Catania il 22 agosto 1835, ottenne riconoscimento del titolo di
nobile, trasmessibile ai suoi discendenti d’ambo i sessi, per continuata
linea retta mascolina.
Arma: fusato d’argento e di rosso, col capo d’oro, carico di un leone di
nero, nascente.
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