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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Franchi a Fuxa
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Franchi.
Originaria di Genova, passata prima in Scio e poscia portata da un
Antonio in Messina, alla nobiltà della quale città venne ascritto nel
1538. Un Paolo di Franchi, figlio di Giovanni, è ascritto alla mastra
nobile dal Mollica.
Arma: di rosso, a tre corone all’antica d’oro, situate 2, 1; al capo
d’argento alla croce di rosso.
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Franchina.
Un Giuseppe Franchina e Lanza, nel nome maritale di Laura Sanginisi,
ottenne infeudazione del territorio di Fontanamurata a 28 aprile 1712;
un Vittorio fu giurato di Castroreale nel 1756-57.
Arma: ?
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Franchis (de).
Di questa famiglia notiamo un Girolamo, senatore di Palermo nell’anno
1587-88 ed un Antonio-Maria con la stessa carica nel
1733-34-35-36-37-38.
Arma: troncato di rosso e d’argento, alla corona all’antica d’oro sulla
partizione.
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Francia (di).
La si vuole originaria di Francia, godette nobiltà in Tropea ed in
Messina, fu infeudata, nel napoletano, di S. Catarina, Badolato, S.
Rosalia, Mannarino, ecc. Un Felice Antonio, un Luca Vincenzo barone di
S. Rosalia ed un Diego barone di S. Catarina e Mannarino, figli del
barone Francesco, furono ascritti alla mastra nobile di Messina del
1798-1807. Un Giovanni fu rettore nobile degli Spersi in Messina nel
1812-13.
Arma: trinciato di rosso e d’azzurro, alla banda d’oro, attraversante e
sostenente un leone illeopardito dello stesso, armato e linguato
d’azzurro. Cimiero: una testa di cignale al naturale.
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Francica-Nava.
Nobile famiglia di Siracusa, che possedette i feudi di Belliscara,
Burgio o Torrevecchia, Bondifè, Carrubba, Cava della Donna e Magrentini,
Conte o Ramasuli, Pancale, Tardello, ecc. Un Pietro fu giurato di
Siracusa nell’anno 1680-81; un Giacinto fu capitano di giustizia di
detta città nel 1701-2; un Ignazio fu giurato nel 1703-4; un Pietro,
barone di Pancali, tenne la carica di capitano di giustizia nel 1717-18;
un Ignazio, barone di Bondifè, ecc. nel 1736 è proposto giurato nobile
di detta città di Siracusa; un Giuseppe, barone di Bondifè, fu giurato
nobile nell’anno 1744-45 e capitano di giustizia nel 1750-51; un altro
Ignazio fu senatore in detta città nel 1746-47; un barone Giacinto fu
capitano di giustizia nel 1784-85 e un Giovanni tenne la carica di
giurato nobile in detta città di Siracusa nel 1792-93. È oggi questa
famiglia illustrata da Sua Eminenza Giuseppe Francica Nava di Bondifè,
arcivescovo di Catania, cardinale di S. R. C.
Arma: di rosso, al giglio d’oro, accompagnato da quattro bisanti dello
stesso e la fascia del secondo attraversante. Alias: partito: nel
1° di Francica, che è: di rosso, al giglio d’oro, accompagnato da
quattro bisanti dello stesso e la fascia del secondo attraversante; nel
2° di Nava, che è: bandato ondato d’oro e di rosso.
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Francisco (de)
vedi Francesco (di).
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Francona
o
Francono.
Un
Giacomo, milite, da Santa Lucia del Mela, è notato nel ruolo dei feudatari
di re Ludovico, 1343, ed è tassato per un cavallo alforato.
Arma:
troncato: nel 1° d’azzurro, al leopardo d’oro, armato e lampassato di rosso;
nel 2° d’azzurro, a tre rose di rosso al naturale 1 e 2.
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Frangipane.
Nobile famiglia di Licata e di Palermo. Un Rosario, dottore in leggi, fu
giudice delle appellazioni di Palermo 1698, giudice del tribunale del
Concistoro nel 1708, giudice del tribunale della Gran Corte Civile nel 1717
e nuovamente del Concistoro nel 1720, maestro razionale giurisperito del
tribunale del real patrimonio nel 1722; un Girolamo fu proconservatore in
Licata nel 1731 e acquistò nel 1734 il feudo di Regalbono; un Pietro fu
giudice pretoriano di Palermo nel 1745-46, giudice del tribunale del
Concistoro nel 1757-58-59 e della Gran Corte del Regno nel 1764; un barone
Angelo fu proconservatore in Licata nel 1798 e detta carica tenne
interinalmente un Girolamo, barone di Regalbono, nel 1759. Egli stesso, con
privilegio dato a 18 febbraio esecutoriato a 1 marzo 1799, ottenne la
commuta del titolo di marchese di Cavallaro in quello di marchese di
Regalbono e tenne la carica di patrizio in Licata nell’anno 1806-7.
Arma:
di rosso, a due leoni, coronati, affrontati, sormontati da tre stelle di sei
raggi, ordinate in fascia, il tutto d’oro: i leoni in atto di rompere un
pane d’argento.
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Franzò.
Un Antonino Maria Franzò, da Spaccaforno, con privilegio del 3 giugno
1788, ottenne il titolo di barone di Polizzelli o Commaldi.
Arma: ?
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Frexoo
o
Fressoo.
Il Minutolo dice che un Severo Frexoo, nobile del regno di Galizia, fu
capitan d’armi del regno di Sicilia e castellano di Licata nel 1590.
Passò questa famiglia all’ordine di Malta.
Arma: di rosso, a sei filetti in sbarra d’oro, e la spada d’argento,
attraversante, in palo.
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Fuccio.
Nobile famiglia di Lentini.
Un
Pietro a 2 dicembre 1757 ottenne lettere osservatoriali del titolo di barone
di Sanzà, fu capitano giustiziere di Lentini nell’anno 1781-82; un
Giovan-Gaspare Fuccio e Magro, barone di Sanzà, per investitura del 29
decembre 1791, fu giurato nobile di detta città nel 1790-91, capitano di
giustizia nel 1792-93, patrizio nel 1805-6 e proconservatore nel 1810. Oggi
è stato iscritto, con il titolo di barone di Sanzà, nell’elenco definitivo
delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana, il signor Giovanni
Fuccio, di Pietro-Gaspare, di Giovanni.
Arma:
d’azzurro, a quattro api d’oro, 3, 1.
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Fucile
o
Focile.
Un
Matteo, dottore in leggi, lo vediamo giudice della corte pretoriana di
Palermo nel 1662-63 e 1665-66, giudice del tribunale della Gran Corte,
1670-71; un Niccolò-Tommaso ed un Giuseppe, dottore in legge, padre e
figlio, li vediamo tra i nobili di Siracusa, 1795; ed il primo lo vediamo
con la carica di giurato nobile negli anni 1806-7 e 1807-8.
Arma:
?
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Fune.
Il Galluppi dice che questa famiglia venne a 10 febbraio 1736, aggregata
all’ordine senatorio di Messina e che la nobiltà di essa venne
riconosciuta a 1 maggio 1860 dalla R. Commissione dei titoli di nobiltà
delle Due Sicilie a favore di Felice ed Enrico Fune, aspiranti a guardie
del corpo a cavallo.
Arma: d’oro, al leone di rosso, rinchiuso in un laccio d’amore
d’azzurro, attorniato dal motto: FUNES PECCATORUM APPREHENDERUNT ME, di
nero.
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Furitano.
Un Angelo Furitano ottenne a 20 aprile 1805 l’infeudazione del
territorio di Marraffa, del quale ottenne investitura a 10 ottobre 1805.
Arma: d’oro, alla banda di nero, sostenente un leone passante al
naturale, accompagnato dal sole di rosso nascente dall’angolo destro del
capo, e da una stella di nero, nel canton destro della punta.
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Furnari, Fornari
o
Fornaro.
La si vuole originaria di Genova, passata in Sicilia in persona di un
Filippo sotto l’imperator Federico. Godette nobiltà in Messina, in
Palermo, in Patti. Possedette il feudo di Furnari, elevato in ducato ed
in principato, quello di Scaliti, il diritto sui terraggi di Licata, la
baiulazione di Milazzo, il castello di S. Alessi, il diritto di decima
d’agnelli, pecore e capre. Un Biagio fu balì dell’ordine di Malta in
Napoli e priore dello stesso ordine in Messina nel 1434; un Pietro fu
capitano di Patti nel 1447; un Andolfo senatore di Palermo nel 1444-45;
un Pietro senatore di detta città nel 1473-74; un Pietro Andrea giudice
straticoziale di Messina nel 1585-86; un Francesco tenne la stessa
carica nel 1604-5; un Cesare ed un messer Andrea, sono annotati nella
mastra nobile del Mollica; un Antonello, barone di Furnari per
investitura 1514, con privilegio dato a 25 marzo 1530 esecutoriato a 10
aprile 1532, ottenne il titolo di nobile; altro Antonio, primo duca di
Furnari, per real privilegio dato a 18 febbraio esecutoriato a 20 maggio
1643, fu deputato del Regno e confrate dell’ospedale massimo di Messina;
un Antonino, nipote del precedente, duca di Furnari per investitura del
9 agosto 1673, fu gentiluomo di camera del re di Sicilia Vittorio Amedeo
II di Savoia, governatore degli azzurri di Messina, ecc.
Arma: troncato di rosso e di nero, alla fascia diminuita d’argento,
caricata dal motto: FIN CHE VENGA del secondo, attraversante sul tutto;
nel 1° un levriere d’argento passante sulla divisa, nel 2° uno scaglione
d’oro, accompagnato da tre rose dello stesso.
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Furtado.
Un Antonio Furtado e Mendoza, contestabile di Spagna, tribunus
militum, cavaliere di Malta, con privilegio dato in Madrid a 16
aprile 1672 esecutoriato in Messina a 20 marzo 1673, ottenne la carica
di castellano del castellammare di Palermo.
Arma: ?
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Fuxa
o
Infuxa.
La si vuole originaria di Spagna; un Ugo fu castellano di Girgenti 1422;
un Arnaldo capitano di Trapani nel 1445-46; un Ughetto castellano del
castellammare di Palermo 1486; un Carlo fu senatore di Palermo nel
1574-75; un Ercole, barone di Recattivo, fu senatore di Palermo nel
1610-1611 e consigliere della nobile compagnia dei Bianchi di detta
città nel 1623-24. Pare che questa nobile famiglia abbia posseduto il
288
feudo di Camastra, passato per una Mafalda moglie di Francesco Palagonia
nella famiglia di quest’ultimo.
Arma: d’azzurro al leone d’oro.
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