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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Corvaia a Cottonaro
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Corvaia
o
Corvaja.
La si vuole originaria di Pisa. Godette nobiltà in Messina, Palermo,
Catania e Taormina. Un Berto fu giudice della corte straticoziale di
Messina nel 1456-57; un Girolamo fu senatore di Messina nel 1511-12 e
1534-35; un Pancrazio, per la moglie Bianca Barrile, fu marchese di
Kaggi e Mongiuffi 1686; un Filippo, per la moglie Laura Anzalone, fu
duca di Montagnareale 1720; un Nicolò fu senatore di Palermo nel
1516-17; un Giacomo giudice delle appellazioni della stessa città nel
1700-701; un Pancrazio, figlio di Biagio, du senatore di Taormina nel
1705-6; un Biagio, fu capitano di Taormina nel 1786-87 e forse fu egli
stesso quel Biagio, che tenne la carica di senatore di detta città nel
1812-13; un Michele, dottore in leggi, per essere stato eletto giudice
della Gran Corte del Regno, fu a 24 settembre 1732 aggregato alla mastra
nobile di Catania, e forse fu egli stesso quel Michele, acatapano nobile
di detta città nel 1746-47; un Antonino fu senatore di detta città nel
1798-99, nel quale anno un Domenico Corvaia ed Amico tenne la carica di
maestro notaro nobile del senato di detta città.
Arma: d’argento, allo stendardo di rosso, astato di nero, posto in
banda.
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Corvino.
Il Minutolo la vuole originaria da Pisa, la chiama Corbini e la
dà per estinta; il Galluppi, non sappiamo in base a quali documenti, la
vuole originaria di Napoli; ma il Villabianca la dice pure d’origine
Pisana e vuole che sia stata portata in Palermo, nei primi anni del
secolo XVI, da un Giovanni. Possedette la baronia di Mezzoiuso, poscia
innalzata in principato a favore di Blasco Corvino, con privilegio dato
a 9 agosto 1638 esecutoriato a 7 dicembre 1639; il principato di
Roccapalumba, il principato di Belmontino, il principato di Castelforte,
il principato di Villanova, il ducato di Altavilla o Villavaga, la
baronia di Baida, le baronie di S. Pietro sopra Patti, di Menta, ecc..
Un Blasco fu senatore di Palermo nel 1595-96; un Mariano nel 1606-7; un
Francesco nel 1662-63; un Blasco, principe di Mezzoiuso, fu capitano di
giustizia di detta città nell’anno 1661-62 e pretore nel 1671-72; un
Giuseppe, principe di Mezzoiuso, cavaliere di S. Giacomo della Spada,
tenne la carica di capitano nel 1682-83 e quella di pretore nel 1688-89;
un Girolamo, duca d’Altavilla o Villavaga per investitura del 3 ottobre
1783, principe di Mezzoiuso, principe di Villanova e barone di S. Pietro
sopra Patti per investitura del 20 maggio 1783, fu senatore di Palermo
nel 1782-83, con privilegio dato a 28 febbraio esecutoriato a 3 marzo
1801, venne nominato maestro razionale supernumerario di cappa corta del
tribunale del Real Patrimonio e morì senza figli a 16 dicembre 1806,
sicchè gli succedette nei sudetti titoli il fratello Francesco Paolo
Corvino e Filingeri.
Arma: trinciato: nel 1° d’oro pieno; nel 2° d’azzurro, al bue d’oro,
uscente dal mare d’argento, fluttuoso di nero, movente dalla punta.
Cimiero: un corvo di nero, tenente col becco un occhio al naturale.
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Cosentino.
Negli anni 1436-37, 1447-48 troviamo un Giacomo con la carica di
senatore di Trapani; a 30 luglio 1786 vediamo concesso ad un Salvatore
Cosentino il titolo di barone di Rondè, con il quale nell’elenco
definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana è
stato oggi iscritto il signor Giuseppe Cosentino e Schininà, di
Vittorino di Salvatore.
Arma: di rosso, alla banda accompagnata in capo da tre stelle di sei
raggi ordinate in banda, in punta da un cane passante sulla pianura, il
tutto d’argento, il cane collarinato d’oro, e tenente, in bocca, un
ramoscello di olivo, di verde.
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Cosenza, Crisenza
o
Cusenza.
Un Federico, con privilegio del 14 maggio 1393, ottenne conferma del
feudo Gasba; un Antonino fu giurato di Palermo nel 1504-5; un Giuseppe,
dottore in leggi, fu proconservatore di Monte S. Giuliano 1716-1722.
Arma: d’azzurro, alla campana d’argento.
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Cosmerio.
Un Enrico fu pretore di Palermo 1398-99, 1401-2; un Luca da Palermo, con
privilegio del 29 gennaio 1397, fu castellano del castello maggiore di
Corleone e forse egli stesso possedette la terra di Regalmici; un Simone
fu capitano di Mazzara nel 1415.
Arma: ?
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Cossio.
Un
Tommaso, segretario onorario di re Filippo V, fu senatore di Palermo nel
1701-2.
Arma:
?
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Cosso
o
Cossa.
Il
Galluppi la vuole originaria di Napoli dove dice che fu decorata della ducea
di Sant’Agata.
Nella
mastra nobile del Mollica troviamo annotato, un Pietro Antonio.
Arma:
trinciato di verde e di rosso, alla banda d’argento, attraversante sul
tutto.
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Costa.
Nobile famiglia genovese, passata in Messina ed in altre città di Sicilia,
godendo ovunque nobiltà. Sono degni di nota un Giuseppe, cavaliere di Malta,
confrate della nobile arciconfraternita della Pace e Bianchi di Messina
morto nel 1575; un Giovan Pietro posses
339c
sore di Bucalefi 1590; un Francesco
Antonio giudice della Gran Corte 1633-34-35; un Giacinto Costa e Savignone,
che, a 16 dicembre 1695, ottenne il titolo di barone di S. Andrea; un
Giovanni giudice della Gran Corte 1764; un Nicolò giudice della Gran Corte
Criminale 1784, della Gran Corte Civile 1790 e ministro della Reale Azienda
di Messina, 1796.
Arma:
di rosso, a sei costole umane d’argento, poste in fascia, ordinate 2, 2 e 2.
Alias:
d’azzurro, al leone d’oro, la testa rivoltata, impugnante con le zampe
anteriori una costola umana d’argento, accompagnato nel capo da tre stelle a
sei raggi d’oro, ordinate in fascia.
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Costa-Giorgianni.
È
un ramo della precedente. Aggiunse il cognome Giorgianni e possedette la
baronia dell’ufficio di baiulazione di Messina, della quale,
all’abolizione della feudalità, vediamo possessore un Francesco Costa
Giorgianni, per investitura del 6 marzo 1801.
Arma: come la precedente?
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Costa-Grimaldi.
Trae pure origine dalla città di Genova.
Passò in Acireale. Un Gaetano fu patrizio di Acireale nel 1758-59; un
Antonino Costa e Grimaldi, con privilegio dato a . . . . . esecutoriato
a 7 dicembre 1748, ottenne il titolo di marchese di Manganelli, con
privilegio del giorno 8 luglio 1749 ottenne il titolo di barone di
Fabio.
Arma: partito: nel 1° di rosso, a sei costole umane d’argento, poste in
fascia, ordinate 2, 2 e 2 (che è di Costa); nel 2° fusato
d’argento e di rosso (che è di Grimaldi).
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Costantini
o
Costantino.
Nobile famiglia d’origine greca, passata in Sicilia, dove godette nobiltà.
Un
Domenico, dottore in leggi, fu giudice della Gran Corte del Regno ed a 24
ottobre 1726 venne aggregato alla mastra nobile di Catania, e nel 1743 lo
troviamo tra i maestri razionali del Regno; un Costantino fu giudice delle
appellazioni di Palermo nel 1748-49, della corte pretoriana nel 1750-51 e
del Concistoro nel 1755-56-57; un Giuseppe Costantino e Leone percorse di
grado in grado tutti i posti della magistratura e, con privilegio dato in
Napoli a 13 dicembre 1791 esecutoriato in Palermo a 8 gennaio 1792, venne
decorato per sé e suoi del titolo di marchese. Oggi vediamo iscritti, di
questa famiglia, nell’elenco definitivo delle famiglie nobili e titolate
della regione siciliana, con il titolo di nobile il signor Costantino
Costantini (di Giuseppe, di Costantino) con i figli: Andrea, Francesco,
Enrico, con il fratello Gioacchino, con le sorelle: Anna, Teresa ed Elena e
con i nipoti (figli del fratello Gioacchino predetto) Giuseppe, Francesca,
Marianna; ed il signor Eugenio Costantini, di Giuseppe, di Costantino.
Arma:
d’azzurro, alla palma al naturale, addestrata da una stella ad otto raggi
d’oro, e sinistrata da un leone dello stesso, rampante.
Alias:
d’azzurro, a quattro bande d’oro.
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Costanzo.
Il
Galluppi la vuole originata dalla omonima famiglia napoletana, nobilissima.
Vestì la toga senatoria in Messina e nella mastra nobile del Mollica
vediamo annotato un Pietro. Un Giovanni fu giurato di Palermo negli anni
1478-79 e 1481-82; un Matteo fu commandatore nell’ordine di Malta 1482; un
Francesco fu giurato di Caltagirone nel 1542-43; un Giuseppe proconservatore
in Taormina a 20 settembre 1632; un altro Giuseppe, dottore in leggi,
proconservatore in Tortorici 1683; un Francesco, con privilegio dato a 4
novembre 1700, ottenne il titolo di barone di S. Bartolomeo; un altro
Francesco (qualificato barone) fu proconservatore in Mirto 1760, 1774, e
tale carica tenne un Giuseppe-Gaetano 1774, 1786; un Vincenzo, infine, lo
troviamo con la carica di acatapano nobile di Acireale nel 1756-57.
Arma:
d’azzurro (alias di rosso) a sei costole umane d’argento poste in
fascia ordinate 2, 2 e 2; al capo cucito d’azzurro, caricato da un leopardo
d’oro.
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Costarelli.
Con Regie Lettere Patenti del 18 marzo 1900 venne riconosciuto in
persona di Rosario Costarelli (di Giuseppe, di Rosario e di Gaetana
Platania), nato in Acireale il 9 gennaio 1840, il titolo di barone di S.
Lucia, a lui pervenuto per successione a casa Platania.
Arma: d’azzurro, al ponte d’oro, di tre archi, con un fiume d’argento
scorrente fra i medesimi e tre platani al naturale, nodriti sul ponte,
quello di mezzo sostenuto da due leoncini coronati d’oro, affrontati, il
tutto sotto un lambello di quattro goccie, d’oro.
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Cottonaro.
Questa famiglia possedè il feudo di Xiaccati, del quale vediamo
investito, all’abolizione della feudalità, un Giovanni, per investitura
del 15 ottobre 1761.
Arma: ?
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