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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Corbera a Cortes
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Corbera
o
Incorbera.
Nobile ed antica famiglia catalana che possedette le baronie di
Calattubo, Giancascio e Realturco, Gibellina, S. Margherita, Miserendino,
ecc. Un Calcerando fu maestro razionale e presidente del Regno di
Sicilia nel 1446, 1452 e 1456 e pretore di Palermo nel 1451 e primo
barone di Miserendino in sua famiglia, 1453. Bartolomeo (suo figlio)
lodato dal Mongitore quale egregio cultore della poesia, fu pretore di
Palermo nel 1472-73, e barone di Miserendino; Giovan Vincenzo barone di
Miserendino, fu capitano di giustizia di Palermo nel 1516-17; Giuliano
occupò tale carica nel 1529-30, 1533-34, 1547-48, quella di pretore nel
1535-36, 1541-42 e 1551-52-53 e fu maestro secreto del regno; un
Antonino, barone del Miserendino, fu capitano di giustizia di Palermo
nel 1552; un Giuliano (lo stesso del precedente?) fu tra i capitani che
andarono contro il maresciallo francese Lautrec, quando questi tentò
l’occupazione di Napoli.
Arma: d’argento, a cinque corvi posati di nero, situati in croce di S.
Andrea.
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Corbino.
Un Alfio, da Militello Val di Noto, ottenne, con privilegio del 18
agosto 1768, il titolo di barone di Verdese.
Arma: troncato: nel 1° d’oro; nel 2° d’azzurro, al bue scorticato al
naturale.
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Cordaro.
Un Vincenzo a 17 febbraio 1753 venne aggregato alla mastra nobile di
Catania.
Arma: ?
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Cordova (de).
Nobilissima famiglia spagnuola, portata in Palermo nei primi anni del
secolo XVI da un Francesco. Un Paolo fu cavaliere di S. Giacomo della
Spada; un Francesco (nipote del precedente) acquistò, per sé e suoi, nel
1622 l’ufficio di maestro notaro dei tribunali del Concistoro, Regia
Monarchia e Cause Delegate, e, con privilegio del 7 marzo 1627
esecutoriato a 14 marzo 1628, ottenne la concessione del titolo di Don;
un Giuseppe fu senatore di Palermo nell’anno 1677-78; un Filippo tenne
la stessa carica nel 1710-11, 1712-13 e 1730-31; Francesco De Cordova e
Sieripepoli (figlio del precedente), nel nome maritale di Laura Nicosia
e Santostefano, fu marchese della Giostra 1748, tenne la carica
di senatore di Palermo nel 1777-78 e fu padre di Filippo, che,
all’abolizione della feudalità, era in potere di detto titolo di
marchese, per investitura del 23 settembre 1782.
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Arma: d’oro, a tre fasce di rosso, ed un re moro, vestito di verde, col
manto di porpora, coronato d’oro all’antica, incatenato per il collo.
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Corica.
Il Galluppi la vuole originaria di Castroreale e dice che godette
nobiltà in Messina nel secolo XVII.
Arma: d’azzurro, al sole d’oro, tramontante nel mare al naturale,
movente dalla punta.
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Coriglies
o
Cruyllas
(vedi).
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Corlando
o
Curlando
(vedi).
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Cornelio
o
(de) Corneliis.
Il
Minutolo la vuole originaria di Venezia e dello stesso stipite dei Cornaro.
Dice che fu portata in Palermo da un Giovanni, nobile di Benevento, e ci
parla di un Giovan Francesco, castellano di Marsala e senatore di Palermo
nel 1443. Un Giovanni Maria fu maestro notaro della Real Cancelleria del
Regno di Sicilia 1585. È Passata questa famiglia all’ordine di Malta, come
quarto di altra famiglia, nelle persone di Pietro e Ignazio Zappino,
ricevuti nel 1672 e nel 1676.
Arma:
partito d’azzurro e di rosso, alla corona all’antica d’oro, attraversante
sulla partizione.
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Corogna.
Originaria di Rodi, godette nobiltà in Messina. Troviamo tra gli altri
un Giacomo-Ferdinando, dottore in leggi. È passata questa famiglia
all’ordine di Malta, come quarto di altra famiglia, in persona di
Desiderio Bisignano-Marchese-Corogna e Porzio, ricevuto, in detto
ordine, in qualità di cavaliere milite di giustizia 1721.
Arma: d’argento, all’aquila spiegata di nero.
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Corrales.
Un Giacomo fu capitano di giustizia di Salemi nel 1598-99; un Pietro è
annotato nella mastra nobile del Mollica (anno 1601).
Arma: di verde, alla torre d’oro, cimata da un gallo del suo colore.
Corsaro.
Un Francesco Corsaro e Conterella, con privilegio dato a 7 ottobre 1702,
ottenne il titolo di barone di Palazzo Ameno.
Arma: ?
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Corsetto.
Illustrata da quell’Ottavio, giudice pretoriano di Palermo nel 1569-70,
1577-78 e della Gran Corte 1584 e da quel Pietro, giudice pretoriano nel
1602-3 e della Gran Corte Civile 1607-8-9 e reggente del supremo consiglio
d’Italia in Spagna, padre e figlio, illustri giureconsulti e feudisti.
Pietro fu padre di Ottavio, cavaliere di S. Giacomo della Spada, capitano di
giustizia di Palermo negli anni 1621-22, 1627-28-29, che, con privilegio
dato a 13 maggio 1628 esecutoriato a 24 gennaio 1629, ottenne il titolo di
conte di Villalta, con diploma del 14 giugno 1645 il titolo di duca e fu
nuovamente capitano di giustizia di Palermo nel 1663-64 e pretore 1665.
Arma:
d’azzurro, a tre cuori d’oro, posti 2, 1, sormontati da un giglio d’argento.
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Corso.
Questa famiglia godette nobiltà in Messina, fu decorata della baronia di
Gisira, passò all’ordine di Malta, come quarto di altra famiglia, nel 1588
in persona di Francesco Ciampoli-Corso-Comito-Aquilone. Da Messina passò in
Augusta, ed in questa città troviamo un Domenico Corso e Balistrero con la
carica di proconservatore 1725 ed Apollonio, Tommaso, Mario, Giovanni e
Filippo Corso e Bonavia li vediamo annotati nella mastra nobile di detta
città. La troviamo pure in Palermo, nella quale città un Mario indossò la
toga senatoria nel 1599-1600 e 1602-3.
Arma:
di rosso, al braccio destro armato d’oro, vestito di verde, impugnante un
fascio di dardi, e due rose stelate, il tutto d’argento, accompagnato da due
rose del medesimo, ordinate nella punta.
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Corte (la).
Il Galluppi la vuole portata in Messina, nel secolo scorso, da un Carlo
Antonio La Corte e Loffreda. Fu questi insignito con privilegio del 17
maggio 1780 del titolo di barone di Ciuramini e fu padre di Gaetano,
barone di Ciuramini, e di Nicolò ascritti alla mastra nobile di Messina
del 1798-1807. Il barone Gaetano fu senatore nobile di detta città, n
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1812-13. Al dir del Galluppi, era barone di Ciuramini (1882) il signor
Gaetano la Corte e Di Giovanni. Troviamo pure questa famiglia in Mineo,
nella quale città troviamo un Francesco con la carica di capitano di
giustizia nel 1755-56.
Arma: d’azzurro, a tre pali d’argento, abbassati sotto la trangla,
sormontata da un crescente montante, accompagnato da tre stelle, 1 e 2,
il tutto dello stesso.
Corona di barone.
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Cortes, Cortese
o
Curtisi.
Un Bartolomeo fu castellano di Cefalù nel 1403; un Giuseppe fu
castellano di Milazzo 1699.
Arma: d’azzurro, a due colonne d’argento, ordinate in fascia.
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