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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Calvi a Cammarota
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Calvi
o
Calvo.
Nobile famiglia, che il Galluppi vuole originaria di Genova, ed
aggregata alla nobiltà messinese nel 1508 in persona di un Francesco
Calvi ed Aquilone. Un Tommaso fu priore di S. Pietro de Vega, canonico
di S. Giovanni degli Eremiti in Palermo, abate di S. Nicolò del Fico,
vescovo di Tropea 1593; un Annibale, giudice della corte straticoziale
di Messina 1572-73, del tribunale del Concistoro 1583 e della Gran Corte
del Regno 1586, lo troviamo anche ascritto alla mastra nobile del
Mollica (1597), alla quale troviamo annotati un Giuseppe del fu
Francesco 1594, un Paolo 1602 ed un Tommaso del fu Annibale 1605; un
Antonio fu governatore nobile della Tavola pecuniaria di Messina 1759-60
e padre di Enrico e Giuseppe, chierico, ascritti alla mastra nobile di
detta città 1798-1807, alla quale vediamo pure annotato un Antonino
Calvi Mazzeo, fu Tommaso. Troviamo pure questa famiglia in Noto, nella
quale città vediamo un Giovan Giacomo con la carica di proconservatore
ed un Giovan Bernardino con quella di giurato nell’anno 1658-59; ed in
Caltagirone, dove troviamo un Mario senatore nell’anno 1709-10 e
capitano di giustizia negli anni 1717-18-19.
Arma: scaccato d’argento e di nero.
Cimiero: una testa calva di carnagione.
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Calvino.
Nobile famiglia di Monte San Giuliano, nella quale città troviamo un
Giovan Francesco con la carica di capitano di giustizia 1540-41. Non
sappiamo se appartenga a questa famiglia il signor Francesco Calvino,
marito di Francesca Saura, riconosciuta con decreto ministeriale del
1881 nel titolo di duca di Castelmonte.
Arma: di . . . . . al monte di 5 vette di . . . . . nascente da un mare
di . . . . . movente dalla punta e caricato nella cima più alta da una
pianta di gigli.
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Calze (le)
o
Calce (la).
Il Galluppi la vuole originaria di Milano e dice che godette il titolo
di barone di S. Calogero e nobiltà in Messina dal secolo XIV al XVII.
Un Giovanni Antonio le Calze fu cavaliere di Malta nel 1523 e morì
combattendo nell’impresa di Monastra in Barberia; un Giacomo le
Calze-Cataldo-Stagno e Faraci fu ricevuto nello stesso ordine nel 1575;
altri membri di questa famiglia vestirono la toga senatoria in Messina
ed occuparono le cariche di governatore della Tavola pecuniaria e di
console del mare, ecc.
Troviamo pure questa famiglia in Cefalù, nella quale città incontriamo
un Marco Antonio, nominato, per la sua nobiltà e per i suoi meriti, a 7
gennaio 1578 proconservato-re; un Aurelio, dottore in leggi, con la
stessa carica a 26 settembre 1632; un Emanuele, dottore in leggi, con la
carica di baiolo 1743-44 e 1761-62; carica tenuta da un Giovanni
1769-70.
Arma: d’azzurro, al capriolo d’argento.
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Camarda.
Originaria da Napoli, secondo il Galluppi.
Nella mastra nobile del Mollica troviamo annotato un messer Melchiorre,
1587 e 1595.
Arma: ?
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Cambria
o
Chambra
o
de Chambris.
Nobile famiglia messinese. Un Tommaso, regio algozirio, ebbe
concessa, da Re Ferdinando nel 1506, la salina di Bilici della quale
venne investito a 23 dicembre 1516; un fra Giovan Salvo lo troviamo
annotato nella mastra nobile del Mollica, 1600; un Filippo aveva la
carica di giudice di Messina nell’anno 1735-36.
Arma: troncato nel 1° d’oro, alla crocetta di rosso; nel 2° d’azzurro,
al cane rivolto e corrente d’argento, la testa rivoltata a destra.
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Camella, Camilla, Cammella
o
Cimella.
Famiglia nobile di Messina, che possedette il feudo di Gurafi orientale nel
secolo XV.
Arma:
d’argento, alla fascia d’azzurro.
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Camerana
o
Camerano.
Un
Bonifazio, milite, fu giustiziere del Val di Noto sotto re Pietro 1282 e, al
dir dell’Amico, acquistò nel 1292 la terra di Militello Val di Noto,
passato, per una Maria, in casa Barrese; un Giovanni, da Corleone, con
privilegio del 26 gennaio 1396 ottenne la carica di vicesecreto di Corleone.
Arma:
?
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Camerata
o
Cammarata.
Nobile famiglia, che il Minutolo vuole originaria della città di Sutera,
nella quale, egli dice, tutti i membri di essa occuparono le prime cariche.
Un Giaimo fu capitan d’armi nel Val di Mazzara sotto Alfonso; un Mario fu
giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1639-40; un Filippo tenne la stessa
carica nel 1665-66 e fu poi giudice della Gran Corte del Regno nel 1668; un
Vitale fu ricevuto nell’ordine di Malta 1669; un Die
2295
go a 2 novembre 1762
ottenne parere favorevole dal Protonotaro del Regno per essere ammesso nelle
funzioni di Corte. Con Decreti Reali del 21 luglio 1869 e del 10 agosto 1873
Rocco Camerata Scovazzo ottenne il titolo di barone di Casalgismondo, che
trasmise al figlio Francesco, marito della nobile Maria Luisa Pignatelli di
Noya e padre di Rocco, Paola e Giuseppe.
Arma:
di rosso, al leone d’oro coronato, sostenente una colonna d’argento.
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Cameros (de los).
Di questa famiglia è degno di nota quel Ludovico Alfonso venuto in
Palermo con il vicerè duca d’Alcalà, di cui fu cappellano. Egli fu
ciantro della R. Cappella Palatina di Palermo, giudice della R.
Monarchia, abbate di S. Spirito di Caltanissetta e di S. Maria di
Terrana, vescovo di Patti ed arcivescovo di Monreale.
Arma: d’azzurro, alla sbarra d’oro, trattenuta da due bocche di leone ed
accompagnata da due stelle dello stesso.
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Camiola (la).
Nobile famiglia di Taormina. Un Giovan Battista, dottore in leggi, fu
giurato di detta città nel 1705-6; un Domenico, dottore in leggi, fu
giudice della corte capitaniale di detta città nell’anno 1742-43; un
Francesco Paolo fu capitano di giustizia nel 1792-93 e giurato nobile
nel 1799-800.
Arma: ?
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Cammarata
o
Camerata
(vedi).
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Cammarella.
Nella
mastra nobile del Mollica troviamo annotato un messer Giovan Domenico
1602-3.
Arma:
?
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Cammareri.
Nobile famiglia di Castroreale, decorata della baronia di Gurafi
Orientale, della quale vediamo investito un Michele-Mario 1654, e che
all’abolizione della feudalità era in potere di Antonio-Michele
Cammareri, come per l’investitura del 15 luglio 1811.
Arma: ?
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Cammarota.
Il Galluppi dice che questa famiglia godette nobiltà in Messina nel
secolo XVII.
Arma: d’azzurro, al monte a tre cime al naturale, cimato da una ruota di
otto raggi d’oro, trattenuta da due leoni contra-rampanti e affrontati,
posti sopra le due cime laterali, e tre stelle d’argento, ordinate nel
capo.
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