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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Bordonali a Bottari
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Bordonali.
Un Ferdinando nel giorno 23 ottobre 1809 ottenne investitura di metà del
feudo Pirato di sotto
Arma: ?
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Bordonaro
o
Chiaramonte-Bordonaro.
(Vedi).
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Borgese
o
Burgisi.
Nella Mastra Nobile del Mollica (lista XVIII, anno 1604) vediamo
annotato un messer Antonio Burgisi.
Arma: d’argento, al leone di nero.
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Borgia
o
Borea.
Nobile ed antica famiglia che si vuole, non sappiamo con quanto
fondamento, dello stesso ceppo da cui vennero i duchi di Candia.
Dapprima risiedette in Palazzolo, poscia passò nella città di Siracusa.
Un Guglielmo de Boyra ebbe cessione nel 1396 per once 154, da Mainitto
de Sciortino, dei due feudi di Arbiato e Galermo, che gli venivano da re
Martino confermati con privilegio dato in Catania a 29 maggio 1397, e
comprò da Giovanni Landolina del fu Bartolomeo, per once duecento d’oro,
il feudo di Casale, compra che, con privilegio dato a 26 maggio 1403,
venne da re Martino confermata. Le quali baronie del Casale e di Galermo
troviamo, all’abolizione della feudalità, in potere di Nunzio-Ottaviano
Borgia e Rau per investitura del 10 e 20 giugno 1807, come figlio
primogenito di Giuseppe Maria Borgia, che, con privilegio dato in Napoli
a 20 gennaio esecutoriato in Palermo a 28 aprile 1798 era stato
insignito del titolo di marchese, del quale il sudetto Nunzio-Ottaviano
ne ottenne investitura col predicato di Casale a 10 giugno 1807. Detto
Giuseppe Borgia, primo marchese del Casale, possedette pure metà dei
Caddeddi (ossia once 85 feudali sopra metà di Caddeddi) della quale lo
troviamo investito a 19 dicembre 1788 e della quale vediamo investito a
7 febbraio 1809 Simone Attardo, fratello del sopracitato marchese Nunzio
Ottaviano. Fu Simone Attardo padre di Pompeo, cavaliere d’onore e di
devozione dell’ordine di Malta ecc., dal quale continua la discendenza
di questo rampo, che usa il titolo di barone di Caddeddi. Altro ramo di
questa famiglia possedette – e forse ancor oggi possiede – la baronia di
Cutulia, della quale vediamo, per il primo in famiglia Borgia, investito
Giuseppe Borgia e Di Stefano a 26 marzo 1786, come figlio di Gaudenzia
Di Stefano. Sarebbe troppo lungo enumerare le cariche dai membri di
questa nobile famiglia occupate, ci contentiamo solo di dire di un
Nicolò barone del Casale che fu capitano di Siracusa nell’anno 1504-5,
di un Giacomo barone del Casale senatore di detta città negli anni
1562-63, 1566-67, di altro Giacomo pure barone del Casale, che detta
carica occupò nell’anno 1632-33, di un Giuseppe Maria barone del Casale
giurato nobile di detta città nell’anno 1754-55, di un Francesco barone
del Casale giurato nobile nell’anno 1783-84, di un Nunzio-Ottaviano
marchese del Casale, capitano di giustizia nell’anno 1803-4 e di un
Giuseppe marchese del Casale senatore nobile nell’anno 1810-11. Questa
famiglia è passata all’ordine di Malta sin dal 1584.
Arma: troncato: nel 1° d’azzurro al bue d’oro, passante, sormontato da
una stella di sei raggi, fra due aquiloni, il tutto dello stesso; nel 2°
d’azzurro, a tre bande d’oro.
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Borgia d’Aragona.
Nobile famiglia decorata dei principati di Squillace e di Teano, della
ducea di Candia ecc. diede alla chiesa un papa: Calisto III (1455-58).
Godette nobiltà in Messina, nella quale città troviamo un Filippo
cavaliere dell’ordine di Montesa, fratello del duca di Candia, con la
carica di stratigò nell’anno 1585-86 ed un Pietro principe di Squillaci
con la stessa carica nell’anno 1600-1.
Arma: inquartato: nel 1° d’oro, al bue di rosso, passante su verde, con
la bordura di rosso, caricata da otto fiammelle d’oro; nel 2° d’oro, a
quattro pali di rosso; nel 3° d’azzurro, a tre gigli d’oro; nel 4°
fasciato d’oro e di rosso.
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Borsellino
o
Borzellino.
Famiglia di Cattolica Eraclea, possedette cinque ottave parti del feudo di
Giardinello, del quale ne troviamo, all’abolizione della feudalità,
investito un Gaspare Borzellino a 10 aprile 1808. Egli stesso era stato nel
1802 proconservatore della detta terra di Cattolica e con privilegio dato a
20 settembre esecutoriato a 22 settembre 1812 veniva insignito del titolo di
marchese.
Arma:
?
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Boscarello
o
Buscarello.
Nobile famiglia di Caltagirone. Un Giacomo con privilegio del 1° luglio 1544
ottenne il titolo di regio cavaliere e tenne la carica di patrizio di detta
città nell’anno 1547-48; un Giovan Leonardo, che fu dottore in medicina e
con privilegio dell’otto maggio 1621 ottenne per sé e suoi il titolo di Don,
tenne quella di senatore nell’anno 1594-95; un Vincenzo la stessa carica
nell’anno 1713 e quella di capitano negli anni 1693-94-95 e 1724-25 ed un
Giuseppe la stessa carica nell’anno 1756-57.
Arma:
?
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Boscari.
Nobile famiglia di Caltagirone, della quale troviamo un Pietro, che, con
privilegio dato in Messina a 13 luglio 1588 ottenne la concessione del
titolo di regio cavaliere e la concessione dello stemma; un Giovan Filippo
che occupò la carica di giurato in detta città negli anni 1618-19 e 1626-27
ed un Giuseppe Boscari e Campochiaro che tenne la stessa carica negli anni
1634-35 e 1638-39 e quella di patrizio nell’anno 1648-49.
Arma:
d’azzurro, alla bordatura d’oro e d’azzurro, con un bosco al naturale,
piantato sulla campagna al naturale e sormontato da una stella d’oro.
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Boscarini
o
Boscarino.
Famiglia d’Aidone. Un Vito fu proconservatore di detta terra negli anni
1708-1722, un Michelangelo tenne la stessa carica nel 1724, un Giuseppe
nel 1730. Un Giuseppe con privilegio dato a 5 novembre 1761 ottenne la
concessione del titolo di barone di Billa d’Orlando, un barone Lorenzo
Raffaele fu proconservatore di Aidone nel 1810, un Nicolò Antonio ed un
Giuseppe Boscarini e Raffiotta furono giurati di detta terra nell’anno
1812-13. Non sappiamo se quel Giuseppe, che a 10 luglio 1807, otteneva
investitura di once 112 di censo feudale su Dainammare sia stato quello
stesso Giuseppe, che nel 1761 era stato decorato del titolo di barone di
Villa di Orlando.
Arma: ?
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Boscello
o
Buxello.
(Vedi).
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Bosch
o
Vosch.
Un
capitano Vincenzo Vosch e Centelles fu castellano del castello di Gonzaga in
Messina mel 1668; un Giuseppe Bosch, con privilegio esecutoriato a 7 ottobre
1781 ottenne il titolo di marchese sul cognome; del quale titolo il figlio
di lui Vincenzo ne otteneva investitura a 23 agosto 1784. Nella mastra
nobile di Messina del 1798 e 1807 sta notato un marchese Emanuele del Bosch
figlio del marchese Giuseppe. Il Galluppi vuole che tale famiglia siasi
spenta in quella dei Rosso o Russo.
Arma:
spaccato di rosso e d’oro, al tronco diramato e sradicato dell’uno
nell’altro.
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Bosco
(del).
La si
vuole – non sappiamo con quanto fondamento – una diramazione della
nobilissima casa Ventimiglia, ed originata da un Arrigo Ventimiglia, che,
per una gloriosa impresa compita in un bosco di Salemi contro i
Chiaramontani ribelli, cominciò a chiamarsi Arrigo Del Bosco. Antonio
figlio di lui fu barone dell’isola di Favignana, della terra di Carini e
dei feudi di Cudia, Cefalà, Cofano, Dattelo e Lagiosa ed ebbe nel 1393
concessione del fondaco di Trapani, detto della Ripa e del feudo di
Baida, che per molti secoli furono posseduti dalla sua famiglia. Un
Francesco barone di Baida sposò Violante Alliata e fu primo barone di Vicari
in sua famiglia; con privilegio dato a 10 ottobre 1524 esecutoriato a 2
gennaio 1525 ebbe la carica di luogotenente del maestro giustiziere del
regno; nell’anno 1540 fondò la terra di Misilmeri, fu maestro giustiziere
del regno di Sicilia negli anni 1545-46-47. Il figlio di lui Vincenzo fu
pretore di Palermo negli anni 1553-54-55, regio luogotenente del maestro
giustiziere del regno, con privilegio dato a 23 dicembre 1556 esecutoriato a
15 maggio 1557 ottenne il titolo di conte sulla terra di Vicari e fu padre
di Francesco del Bosco ed Aragona, pretore di Palermo negli anni 1596-97 e
1599-1600, barone di Prizzi, nel nome maritale di Giovanna Villaraut e primo
duca di Misilmeri in sua famiglia per privilegio dato a 23 novembre 1600
esecutoriato a 1 febbraio 1601. Vincenzo Del Bosco e Villaraut, figlio del
precedente, fu cavaliere del Toson d’oro 1628, ministro della nobile
compagnia della Carità di Palermo negli anni 1617 e 1630, pretore di Palermo
negli anni 1623 e 1653 e primo principe di Cattolica, in sua famiglia nel
nome maritale di Giovanna Isfar e Cruillas, baronessa pure di Siculiana. Un
Cesare del Bosco e Spatafora, dei duchi di Misilmeri, con privilegio dato a
18 settembre esecutoriato a 30 dicembre 1659 ottenne il titolo di principe
di Belvedere titolo che insieme con quelli di marchese di Alimena, barone
del Vaccarizzo, vediamo conservati in questa famiglia come per le
investiture prese a 12 maggio 1807 e 4 dicembre 1809 da Giuseppe
del Bosco e Branciforti. Troviamo infine un Ignazio Bosco, da S. Stefano
di Mistretta, decorato con privilegio del 12 gennaio 1788 del titolo di
barone di Molinelli e Torretta.
Arma:
spaccato d’oro e di rosso, al tronco d’albero diramato e stadicato dell’uno
nell’altro.
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Bosio.
Nobile famiglia di Licata. Un Ignazio, figlio di Giovanni è nel 1764 tra
i giurati nobili di Licata; un Antonino, fu capitano di giustizia di
detta città nell’anno 1793-94.
Arma: ?
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Bottari.
Nobile famiglia di Taormina e Messina. Un Vincenzo fu capitano di
Taormina nell’anno 1740-41 e 1758-59; altro Vincenzo fu giurato nobile
di detta città nell’anno 1799-1800; un Antonino Bottari e La Camiola fu
giudice civile nell’anno 1797-98, delle appellazioni nel 1799-1800; un
Antonino Bottari e Papale tenne la carica di giurato nell’anno
1800-1801. Un Emanuele, dottore in leggi, giudice della Gran Corte
Criminale del Regno, fu barone di Mirii, per investitura del 17 agosto
1775. Egli stesso fu ministro della R. Azienda di Messina, assessore
ordinario del senato, prouditore degli eserciti (1784) e padre di
Giuseppe, ascritto alla mastra nobile di Messina del 1798-1807.
Arma: d’azzurro, alla fascia d’oro, sormontata da tre stelle del
medesimo, ordinate in fascia nel capo.
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